riccardo.bruzzani.jpg Grande successo al Convegno promosso da Confesercenti Pistoia e Pay-Box, in tema di RISPARMI PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, tenutosi Giovedì 9 Ottobre scorso a Pistoia.

Al convegno hanno partecipato oltre 30 funzionari e Politici legati all'amministrazione delle finanze pubbliche provenienti dalla provincia pistoiese ma anche dalle provincie di Firenze, Pisa, Milano e Napoli.

I relatori del convegno che si sono alternati nel corso della mattinata hanno portato avanti un unico filo conduttore: fare risparmiare la PA locale erogando migliori servizi ai cittadini, attraverso l'unione delle forze sociali ed economiche, per fare rivivere la città.

Il messaggio del Direttore di Confesercenti Riccardo Bruzzani è stato chiaro: riaggregare la comunità cittadina anche attorno ai “negozi di vicinato” consentendo loro di facilitare l’accesso ai servizi comunali facendo pagare al loro interno anche i servizi e i tributi locali e divenendo così il fulcro della vita cittadina.

Questo l'intervento completo di Riccardo Bruzzani:

RICCARDO BRUZZANI - Direttore Confesercenti  Pistoia
L'innovazione per costruire una città del "noi"

Confesercenti da tempo ha individuato la propria ragione di essere in una progettualità apprezzata, particolarmente dal Sindaco di Pistoia, ma sono sicuro anche dal Sindaco di Montecatini Terme, per alcuni convegni specifici da noi effettuati, dagli altri amministratori dei nostri Comuni per il contributo costruttivo che caratterizza i nostri rapporti sui temi del Commercio, dei Centri Commerciali Naturali, del turismo e dell’economia. Lo scopo delle nostre azioni è quello di contribuire al necessario cambiamento. La nostra missione è sostenere la nascita d’imprese, la loro tenuta, il loro consolidamento e sviluppo. La nostra funzione resta viva se dimostriamo di essere utili alle imprese. Il male peggiore portato dalla crisi, che va combattuto, è la perdita di energia e della fiducia nel futuro. Questo può rafforzare lo spirito conservatore che c’è in ognuno di noi e che è molto forte sul piano economico e su quello sociale. Invece, bisogna lottare e far percepire la rappresentanza associativa non in deflazione, ma capace di cogliere i bisogni reali di coloro che vogliono ritrovare la speranza. A noi interessano direttamente le imprese ed i consumatori che devono essere amici e alleati in questo passaggio epocale di trasformazione.

Cosa ci guida nel nostro lavoro? I cambiamenti ci coinvolgono. Stiamo lavorando alla fusione delle società di servizi delle Confesercenti di Pistoia e di Prato, il cui scopo è non soltanto di ridurre i costi, ma di guardare al futuro con una visione lungimirante, ai bisogni di un territorio di mezzo milione di abitanti,  di migliaia d’imprese della parte più sviluppata e ricca della Regione, per contribuire ad una nuova possibilità di crescita. Ci domandiamo cosa serve alle imprese? cosa facciamo per loro? Come adeguare le nostre risposte? Abbiamo sempre presente il consumatore, il cittadino consumatore.

In un nuovo scenario di trasformazioni radicali tutti dovremmo sentirci impegnati a costruire un nuovo ciclo economico, possibilmente con una governance democratica. Occorrono riforme serie dalla burocrazia, al fisco che poi è questione fondamentalmente da collocare in una nuova burocrazia autorevole e competente, ma semplice e snella, in grado di contribuire ad affermare una vera fiducia nel rapporto imprese, cittadini, istituzioni. E’ assolutamente necessario ridurre i costi ed avere una reale efficienza della macchina pubblica, perché è l’unico modo per ridurre una pressione fiscale elevata, a fronte di servizi di bassa qualità, con alcune eccezioni. Il commercio, il turismo, l’agricoltura di qualità e specializzata, i nostri centri storici, i paesi sono un grande valore per la Toscana e l’intero Paese, non soltanto artistico, di bellezza, di lavoro, ma come patrimonio insostituibile per nuovo PIL, nuove imprese, nuova occupazione. Un nuovo sviluppo però dipende da noi. Manca IL METODO per mettere a frutto le buone idee. Nessuno oggi prende in considerazione le buone idee degli altri. Generalmente si pensa che le buone idee siano soltanto quelle di appartenenza. Così non si esce dalla crisi. Si è consumato, forse è finito, il ciclo dell’IO; ma il ciclo del NOI non è iniziato. L’incultura dell’IO ha fatto chiudere da gennaio a settembre 2014 in Italia 56.000 negozi di vicinato. Nessuno si preoccupa. Noi siamo per forme pluralistiche nella distribuzione commerciale. Non ci sogneremmo mai di sostenere che la grande e media distribuzione non deve essere presente. Se non c’è occupazione non ci possono essere consumi per nessuno. Chiediamo, però, programmazione urbanistica coordinata dei territori. Siamo contro ad aperture, generalizzate ovunque, di tutte le domeniche e le festività dell’anno, anche per valori culturali e per rispetto dei tempi di lavoro e per spazio dei tempi per la qualità della vita.

Abbiamo promosso una proposta di legge, insieme alla CEI, giunta in Parlamento dove era stata trovata un’accettabile sintesi, successivamente peggiorata. Allora se vince l’egoismo della cultura dell’IO, se i negozi di vicinato silenziosamente scompaiono, si fanno morire nell’indifferenza quei luoghi dove si forma l’anima della vita. Così ha definito i negozi un poeta, proprio perché se lì in quel luogo un cliente non si vede per qualche giorno si chiede come mai, cosa è successo; perché in quel luogo la comunità s’incontra e parla di sé e con gli altri. Noi pensiamo che la modernità, l’innovazione tecnologica, che hanno consentito di costruire il prodotto che presentiamo stamani, debba convivere, intrecciarsi con la tradizione ed i suoi valori, che per la Toscana e l’Italia sono il vero valore aggiunto. La nostra speranza e che la nostra iniziativa susciti il vostro interesse e si possa lavorare insieme creando le condizioni affinché si possa concretamente realizzare.

 Riccardo Bruzzani

 Pistoia, 9 Ottobre 2014

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